| Organizzatore:: | |
| Tipo: | |
| Rete: |
Globale
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| Data: |
sabato 10 ottobre 2009
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| Ora: |
15.30 - 20.00
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| Luogo: |
Roma
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| Indirizzo: |
Piazza Bocca della Verità
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| Città/Paese: |
Roma, Italy
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NON MANCHIAMO!!!
***COMUNICATO STAMPA***
15 luglio 2009
Se fino ad oggi LGBT San Marino, l’associazione culturale sammarinese di cui Federico Podeschi e presidente, è stata in silenzio, lo ha fatto solo per non intervenire in un dibattito che riguardava ormai prevalentemente la sua carica consolare e gli Affari Esteri; ma dopo il comunicato apparso sulla stampa di sabato 11 luglio, in cui Podeschi ha dato una spiegazione chiara e dettagliata dell’avvicendarsi della situazione, e in seguito alla comunicazione poco chiara del segretario Mularoni, non è più possibile starsene in silenzio. Innanzitutto, dato che ho seguito molto da vicino la faccenda, mi chiedo come mai in ogni occasione
Podeschi, pubblicando la sua partecipazione a quell’evento, voleva solo seguire gli efficaci insegnamenti di chi, prima di noi, ha fatto la storia del movimento Lgbt; Podeschi voleva solo dare speranza, come tutti gli attivisti di LGBT San Marino, ai suoi concittadini di serie Z affinché questi potessero pensare in maniera positiva e smettessero di avere paura e vivere in una sofferta menzogna. Ma lo stato, invece di promuoverlo cosa fa? Lo boccia. Bravi, applausi!!! Io non voglio dire che Podeschi solo per il fatto di essere l’unico console gay DICHIARATO doveva essere per questo privilegiato, ma se volevate scaricarlo allora avreste dovuto farlo subito dopo il giudizio espresso nei confronti del Papa, uomo eletto per rappresentare il Dio “CHE TUTTI AMA” il quale disse, lo scorso Natale, che “l’umanità deve essere salvata dal comportamento omosessuale e transessuale esattamente come è importante salvare la terra dalla deforestazione”. Innanzitutto, complimentoni vivissimi per l’ignoranza di questo individuo che pensa che l’omosessualità sia un comportamento e lo fa anche credere a milioni di persone che pendono dalle sue labbra, diffondendo nel mondo ulteriore ignoranza e pregiudizio. L’accostamento a Hitler è facile e tutt’ora attuabile, tra l’altro Podeschi (che è cristiano-cattolico) in quei giorni non fu l’unico a fare quell’accostamento; fatevi un giro su internet e scoprirete a quante altre persone sono venuti subito in mente i discorsi nazisti sulla necessità di ripulire la razza ariana da presenze omosessuali in quanto inquinatrici della mascolinità tipica di quella razza. Dicembre 2008 è stato poi un mese duro per la comunità lgbt, perché il Vaticano si era anche opposto (ed è riuscito nel suo intento) alla proposta francese fatta all’Unione Europea per la “Depenalizzazione mondiale dell’omosessualità”, una posizione, quella del Vaticano, che ha fatto VOMITARE mezzo mondo, presa proprio nell’anno in cui venivano celebrati i 60 anni dei diritti dell’uomo. Era qualcosa di necessario dato che la “Dichiarazione” cita l’uguaglianza tra gli uomini senza discriminazioni basate sulla razza, religione, disabilità, sesso ecc. o per qualsiasi altro stato ma non parla esplicitamente di orientamento sessuale e identità di genere (cosa si intende con “qualsiasi altro stato”? Perché le persone gay non sono protette da queste leggi universali?).
Dopo l’abolizione dell’art. 274 del C.P., il 2008 per le persone lgbt di San Marino è stato un anno di prospettive positive: si era formato il primo movimento e ed era stato eletto come console una persona dichiaratamente gay. Questo doveva essere un messaggio di speranza che andava mantenuto, i movimenti lgbt di altri paesi meno medioevali del nostro finalmente iniziavano a complimentarsi per la situazione. Ma la situazione attuale dimostra proprio come il governo non abbia a cuore il disagio delle minoranze e pensi solamente a quelli come loro!
Secondo
Michele Pazzini
Segretario generale LGBT San Marino
La cronaca della Repubblica di San Marino riporta che Federico Podeschi non é piú Console Onorario di San Marino in Galles, ma il riserbo del Governo pare alimentare dubbi riguardo ad una condotta discriminatoria da parte del Segretario di Stato per gli Affari Esteri Antonella Mularoni, a difesa delle relazioni della Repubblica con lo Stato Pontificio.
Infatti quest'ultima, apertamente credente cattolica, fu eletta Segretario di Stato per gli Affari Esteri dopo un settennato a Strasburgo come Giudice per la Corte Europea dei Diritti Umani, dove a più riprese, ha dichiarato pubblicamente di aver raggiunto la stima e l'apprezzamento di tutti.
Nel Dicembre 2008, Federico Podeschi nella sua capacitá di attivista per i diritti umani aveva dichiarato che le parole del Papa nel suo messaggio di fine anno ai membri della Curia Romana erano discriminatorie e potevano essere causa di incitamento all'odio contro le persone LGBT, e quindi ha ritenuto di esprimere alcune considerazioni, tese a raccomandare che tutti i governi prendessero posizione riguardo a questo affronto, in base alle leggi internazionale sui diritti umani.
Federico Podeschi commenta: “Quando uno stato firma delle convenzioni internazionali sui diritti umani, lo fa nella consapevolezza di volersi adoperare per difendere i diritti di TUTTI, non per solo per farsi vedere sutto una buona luce. Percui, riteneva e ritiene ancora che San Marino debba prendere una posizione di difesa dei diritti delle persone LGBT contro le offensive del Papa.”
Dopo aver chiarito la situazione, il Segretario aveva chiesto al Console di non rilasciare alcuna futura dichiarazione di pubblico dominio, sia come cittadino, attivista, o naturalmente come console, dato che il Segretario non voleva "farsi tirare i capelli dal Vaticano un’altra volta”. Una lettera aveva confermato che la situazione era stata risolta e che il Segretario era sicura che il Console sarebbe stato in grado di raggiungere un buon rapporto di collaborazione con il suo dipartimento.
Successivamente Federico Podeschi era stato invitato in merito al suo lavoro ad un ricevimento con Gordon Brown a Downing Street, quindi per evitare equivoci e per cortesia, aveva contattato la Segreteria per ribadire che l’invito non aveva niente a che fare con la sua carica diplomatica, per cui che non c’era niente di controverso o polemico nella sua partecipazione all’ invito.
Invece, dopo una serie di telefonate ed email non risposte dal Segretario ma dalla sua Segretaria Particolare, il messaggio del Segretario Mularoni era ben chiaro: non partecipare e non rilasciare nessuna dichiarazione alla stampa - una richiesta ingiustificata che il Segretario non aveva nessun diritto di fare.
Percui, Federico Podeschi aveva partecipato al ricevimento in via personale e come cittadino della Repubblica, dando la stura al Congresso di Stato, l'opportunità di tale situazione per giustificare la revoca di un incarico forse non troppo gradito.
Infatti, sembra pure che l'informazione relativa alla revoca sia trapelata dalla Segreteria alla stampa nonché ad altre istituzioni addirittura prima della delibera del 9 Marzo, rendendo quindi le azioni del Segretario Mularoni ben compromettenti e prive di trasparenza ed integritá.
Il Segretario Mularoni si descrive da sempre una convinta sostenitrice del dialogo, della condivisione delle scelte più importanti per il paese e della collegialità delle relative decisioni, collegialità che è tra l'altro una caratteristica della vita istituzionale della Repubblica. Eppure sembra che il Segretario si sia rimangiata le sue parole dopo aver ripetutamente scelto di non dare spiegazioni a riguardo della revoca di Federico Podeschi né a lui stesso né alle richieste fatte da esponenti dell'Opposizione.
Federico Podeschi commenta: “Il Segretario Mularoni aveva giá annunciato che “i cittadini sono stanchi di una azione politica autoreferenziale, che ovviamente non comprendono in quanto appare occupata nella mera gestione del potere”, eppure pare che il Segretario stesso sia piú preoccupata con l’esercizio del proprio potere sottovalutando la necessitá di chiarire le proprie pratiche di fronte a cittadini avvolti nella confusione delle sue parole. Voglio qui denunciare il Segretario di Stato Antonella Mularoni, la quale svolge il proprio mandato in un modo scorretto e nonché illegale sia dal mio punto di vista che dal punto di vista delle leggi internazionali sui diritti umani a cui San Marino ha aderito.”
“Quanto si parla di diritti umani non esiste alcuna gerarchia, tutti siamo eguali. La paritá dei diritti non dipende da una minoranza che chiede privilegi, bensí una minoranza che é valutata e servita a pari della maggioranza. Non posso far altro che dichiarare il mio sgomento per quanto riguarda le azioni di un Segretario di Stato che sembra essere solamente portavoce di una carriera legale presso la Corte Europea dei Diritti Umani che fa dubitare il suo contributo dinnanzi a queste azioni e quelle di un Governo complice e colpevole di continuare ad ignorare i bisogni di qualsiasi minoranza ed i diritti umani di ogni cittadino sammarinese ad essere trattato con dignitá e rispetto.”
Federico Podeschi
E' ufficiale. A Federico Podeschi, ex-console onorario di San Marino a Cardiff, è stato revocato l'incarico. Riportiamo qui di seguito qualche comunicato stampa apparso sui giornali in questi giorni dai quali potrete capire bene la "poco chiara" vicenda.
ESTERI. REVOCA CONSOLE GAY, GRILLINI: E' FANATISMO CLERICALE
Roma, 4 giugno - Un episodio di "clericalismo militante, di
fanatismo religioso. Oltre che di discriminazione sessuale". Ci
va giu' duro Franco Grillini, appresa la notizia della revoca del
console onorario della Repubblica di San Marino a Cardiff, in
Galles, Federico Podeschi, apertamente gay. E mette in relazione
l'accaduto con il caso di Cesena dove un docente del liceo Righi
di Cesena e' stato sospeso dall'insegnamento dopo aver
somministrato ad alcuni studenti un questionario per il
gradimento dell'ora di religione.
Premesso che "a San Marino l'omosessualita' ha smesso di
essere illegale tre anni fa, per decisione della maggioranza di
centro sinistra di allora, ora i democristiani hanno fatto fuori
Podeschi per aver criticato il Papa. La cosa buffa- osserva l'ex
deputato, presidente di Gaynet- e' che questo e l'episodio di
Cesena avvengono in Romagna, l'area considerata piu'
anticlericale d'Italia".
Entrambi gli episodi sono casi di "clericalismo militante: la
scusa e' che ha offeso il Papa, quando lo ha criticato, ma
evidentemente non si puo' criticare il Papa". Insomma, "il
messaggio e' di discriminazione per orientamento sessuale ma
anche che comandano i clericali", una vicenda che "squalifica un
territorio".
ESTERI. REVOCA CONSOLE GAY, CONCIA (PD): ORA FARE CHIAREZZA
Roma, 4 giugno - Le motivazioni portate dal governo di San
Marino per spiegare la revoca del console in Galles, Federico
Podeschi, apertamente gay, sono "ambigue", quindi il sospetto che
si tratti di discriminazione sessuale "c'e'". La deputata Pd,
Anna Paola Concia, dichiaratamente lesbica, commenta la notizia
della revoca con prudenza ("Non conosco Podeschi e il caso
specifico"), ma allarga il discorso: "Purtroppo anche per
esperienza personale posso dire che quando un omosessuale
dichiarato ha una funzione pubblica da' fastidio a chi non
accetta l'omosessualita'".
Nel caso specifico poi "la cosa e' ambigua, servono
motivazioni plausibili per revocarlo, quelle portate dal governo
sono deboli e allora il dubbio che la ragione sia discriminatoria
c'e'. Non lo posso dire con certezza- aggiunge la parlamentare-
ma quando non ci sono motivazioni serie o si fa chiarezza o resta
il dubbio".
ESTERI. REVOCA CONSOLE GAY, LUXURIA: E' UN PASSO INDIETRO
Roma, 4 giugno - La revoca del console della Repubblica di
San Marino a Cardiff (in Galles), apertamente gay, costituisce
"un passo indietro", un attacco al diritto "a manifestare
apertamente quello che si e'". Vladimir Luxuria commenta con
preoccupazione l'episodio sammarinese.
L'ex deputata del Prc ci vede una negazione della possibilita'
"di dimostrare che una persona e' all'altezza di un incarico
indipendentemente dal suo orientamento sessuale. Revocare un
console e licenziare un lavoratore per discriminazione- osserva-
e' un segnale mandato da chi vorrebbe una societa' fatta da
persone pavide, una societa' di persone che non abbiano il
coraggio di dire le cose come stanno, che debbano tacere le
proprie condizioni". Siamo di fronte quindi a "un passo indietro:
omossessualita' e alti incarichi non sono incompatibili", chiude
Luxuria.
ESTERI. L'EX CONSOLE: INVITATO A DOWNING STREET E REVOCATO
PARLA PODESCHI: 'DIFENDO DIRITTI GAY, NO A CONDIZIONI MULARONI'.
San Marino, 4 giugno - Tutta colpa di un invito a Downing
Street. E dell'ultimatum di Antonella Mularoni, Segretario di
Stato per gli Affari Esteri. Federico Podeschi, da ieri ex
Console onorario della Repubblica di San Marino per il Galles,
spiega la storia di un rapporto di "collaborazione" tormentato:
quello di un sammarinese impegnato da anni nel sostegno dei
diritti dei gay e al tempo stesso rappresentante diplomatico
della piccola Repubblica. La sua nomina a Console, che risale al
20 marzo 2008, nel corso della precedente legislatura (con un
governo di centrosinistra), e' stata revocata e ieri
ufficialmente comunicata in commissione Esteri, per volere del
segretario Mularoni, creando non poche polemiche tra maggioranza
e opposizione. Il ministro ha motivato la revoca evidenziando che
"la discriminazione sessuale non c'entra nulla", ricordando
piuttosto una sorta di conflitto di interesse che lo vedrebbe
coinvolto: da una parte rappresentante diplomatico della
Repubblica, dall'altra presidente dell'associazione Lgbt -
Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender- San Marino e direttore
dell'Lgbt Excellence Centre del Galles. E proprio nel ruolo di
paladino dei diritti degli omosessuali avrebbe compiuto il primo
scivolone, sempre secondo il segretario di Stato, quando lo
scorso gennaio aveva ufficialmente criticato le parole di Papa
Benedetto XVI non troppo lusinghiere nei confronti degli
omosessuali. Ma poi, nel corso della commissione di ieri,
Mularoni ha accennato -senza voler dare altri particolari- ad una
seconda chance data a Podeschi, anch'essa persa. I retroscena li
spiega l'ormai ex Console. Dopo l'incidente diplomatico nei
confronti del Papa, dalla segreteria degli Esteri era pervenuta
una richiesta: "Se volevo instaurare e proseguire una
collaborazione col Dipartimento- spiega- ero tenuto a non fare in
futuro alcuna dichiarazione personale alla stampa, piuttosto
avrei dovuto farla a nome dell'associazione di cui sono
presidente. Solo se mi fossi attenuto a questa direttiva, avrei
potuto proseguire la collaborazione".
ESTERI. L'EX CONSOLE: INVITATO A DOWNING STREET E...
San Marino, 4 giugno - La richiesta era prima stata rivolta
telefonicamente dal segretario di Stato all'ex console, poi
inserita ufficialmente in un documento del Dipartimento. In
questo modo, "il conflitto di interesse" era stato archiviato.
Finche' non e' arrivato un invito da Downing Street. Podeschi
attualmente vive e lavora a Cardiff come direttore dell'Lgbt del
Galles e come tale spiega: "Ho ricevuto l'invito dal primo
ministro Gordon Brown a partecipare al ricevimento per il
contributo che le persone Lgbt hanno dato alla storia del Regno
Unito". Un traguardo personale e professionale "eccezionale per
le persone come me, che si sono impegnate nella lotta alla
discriminazione", prosegue Podeschi. A scanso di equivoci, l'ex
console aveva immediatamente informato la segreteria degli Affari
Esteri dell'intenzione di partecipare alla serata e di volerlo
comunicare alla stampa sammarinese. Di qui la doccia fredda: dal
Dipartimento, attraverso la segretaria del ministro, gli e' stato
"suggerito" dapprima di non partecipare al ricevimento, o al
limite di farlo "solo in via personale e senza darne
comunicazione alla stampa". Il presidente Lgbt ha chiesto una
motivazione scritta di queste direttive, mai pervenuta.
"Un governo decente avrebbe riconosciuto che un invito di
questo livello sarebbe stata un'opportunita' per San Marino",
afferma Podeschi, che lo scorso 5 marzo ha poi preso parte al
ricevimento del Primo ministro inglese. Puntuale, il 9 marzo sul
tavolo del Congresso di Stato e' arrivata la delibera della
revoca dell'incarico. A Podeschi non resta che allargare le
braccia: "Della revoca ho avuto notizia solo dalla stampa, mai
una comunicazione dalla Segreteria di Stato, ne' tanto meno le
motivazioni". E anche ieri, in Commissione Esteri, il segretario
Mularoni ha tenuto la bocca cucita sull'invito a Downing Street.
ESTERI. REVOCA CONSOLE GAY, GIORGETTI: E' SOLO BUON SENSO
IL CAPOGRUPPO DI AP: SAPEVAMO GIA' DEL SUO ORIENTAMENTO SESSUALE
San Marino, 4 giugno - "Nessuna discriminazione, ma solo
buon senso". Il capogruppo di Alleanza Popolare, Roberto
Giorgetti, difende la decisione del governo di San Marino, che ha
revocato la nomina a console in Galles a Federico Podeschi,
presidente di Lgbt per
dell'associazione nella regione britannica. Alleanza Popolare,
scrive Giorgetti in una nota, "ritiene che non esista nessun tipo
di discriminazione". Il console Podeschi fu nominato dal
precedente governo. E in quell'occasione "Alleanza Popolare
ritenne del tutto ininfluenti gli orientamenti sessuali della
persona, a differenza di un'altra componente di quella
maggioranza che invece pose problemi da questo punto di vista,
valutando solo le attitudini a svolgere un incarico diplomatico e
dando la propria approvazione". Ma poi il console Podeschi ha
accostato il Papa, "che e' anche Capo di Stato, al nazismo" e
infine ha "apertamente disobbedito alle direttive della nostra
segreteria agli Esteri". Ecco perche', conclude il capogruppo,
"ci sembra del tutto normale che non possa piu' svolgere il suo
incarico diplomatico".
ESTERI. REVOCA CONSOLE GAY. ARCIGAY RIMINI: “IL TITANO PIU’ LONTANO”
San Marino, 4 giugno - San Marino si allontana dall’Europa. L’Arci gay di Rimini boccia il governo sammarinese per aver revocato a Federico Podeschi, apertamente gay, il suo incarico diplomatico. “Apprendiamo con apprensione e dispiacere della rimozione di Federico Podeschi, da parte della Segreteria di Stato agli Esteri, dall’incarico di console onorario della Repubblica di San Marino in Galles”, riporta una nota dell’associazione. Una scelta pericolosa per l’Arcigay romagnola: “Temiamo- prosegue la nota- che anche il Governo sammarinese si stia allineando alle posizioni omofobe della destra italiana che fa di tutto per mettere a tacere ogni istanza a favore dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender, e allontanarsi sempre di più dall’Europa”. Al contrario, la nomina di Podeschi, presidente dell’Associazione Lbgt San Marino e direttore dell'Lgbt Excellence Centre del Galles, “aveva fatto intravvedere una ventata di modernità in quella che si definisce ‘l’antica terra della libertà’”. Il Titano si lascia scappare così “un’altra opportunità di essere un’avanguardia per quanto riguarda la tutela dei diritti degli omosessuali”.
(San Marino, 4 giugno - di Claudio Felici, presidente del gruppo consigliare dei Socialisti e dei Democratici) Nel corso della primavera del 2008 il Governo, su proposta del Segretario di Stato per gli Affari Esteri Stolfi, decise di affidare al cittadino sammarinese Federico Podeschi l'incarico di Console Onorario della Repubblica di San Marino a Cardiff nel Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord.
Federico Podeschi è un cittadino sammarinese che ha deciso coraggiosamente di trasferirsi in giovane età nel Regno Unito e di risiedervi per compiere lì la sua formazione e per intraprendere la sua carriera professionale riuscendo ad affermarsi e ad intessere strette relazioni a vari livelli. Si è distinto non solo per il brillante percorso di studi in ambito manageriale presso l'Università di Cardiff, ma anche per gli incarichi di alto livello ricoperti per la Regione del Galles nonché per le istituzioni sia pubbliche che private operanti nel sociale. Federico Podeschi rappresentava quindi, e rappresenta tuttora, un esempio di cittadino sammarinese che ha avuto successo all'estero e che incarna degnamente valori e qualità che spesso il nostro popolo ha saputo esprimere e che sono apprezzati anche al di fuori dai nostri confini. Tutto questo corredo di elementi ha portato a considerare utile e opportuna la nomina a rappresentante consolare di San Marino a Cardiff.
L'attuale Governo in data 9 marzo 2009, su proposta del Segretario di Stato per gli Affari Esteri Mularoni ha deciso di togliere a Federico Podeschi l'incarico assegnatogli adottando una delibera che non indica alcuna motivazione a giustificazione dell'atto.
Nella giornata di ieri, in sede di Commissione Consiliare Affari Esteri il Segretario di Stato Mularoni ha spiegato che la revoca dell'incarico dipende dal fatto che è venuto a mancare il rapporto di fiducia che deve esistere tra Governo e Console facendo riferimento ad una non meglio precisata iniziativa in Inghilterra per la quale erano state impartite disposizioni che il Console Podeschi non avrebbe rispettato.
Il Segretario di Stato e la maggioranza si sono preoccupati di dire che in questa revoca non ha minimamente influito il fatto che Podeschi è omosessuale. . . Abbiamo il serio timore nonché il sospetto, se non verranno chiarite dal Governo i motivi, le circostanze, i passaggi, i particolari che hanno condotto alla revoca, che l'ombra della discriminazione copra di vergogna questo atto che il Governo si poteva certamente risparmiare. Ci sono, in questa maggioranza e in questo Governo, degli atteggiamenti di arroganza, il mostrare i muscoli, il tirare dritto, il denunciare chi dissente, che non si adattano per niente alle abitudini, alle necessità ed ai valori di democrazia, di tolleranza, di non discriminazione e di libertà che sono, da sempre, i capisaldi della nostra comunità. Quella appena descritta è una storia che va chiarita. E' nostra intenzione andare fino in fondo.
Pubblichiamo la lettera alla redazione che il Segretario Michele Pazzini ha inviato al quotidiano sammarinese "L'Informazione" dopo aver appreso circa un'indagine somministrata ad allievi delle scuole superiori (l'articolo lo potete scaricare dall'allegato) che fa emergere qualche dubbio e perplessità...

Gent.ma Redazione,
scrivo in seguito all’articolo pubblicato qualche giorno fa dal titolo “Studenti: autonomi, ribelli e tolleranti” riferito all’indagine “Che genere di immaginario” eseguita sugli allievi delle scuole secondarie superiori. Mi riferisco in particolar modo al risultato del 28% che non considera l’omosessualità un fatto grave. Non voglio criticare il risultato del 28%, anzi, facendo i conti con l’arretratezza culturale in materia di orientamento sessuale in cui vive San Marino, mi sembra un più che buon risultato… ma la collocazione di questo risultato in mezzo a domande che riguardano la sfera dei VALORI mi lascia un po’ perplesso. Io non ho avuto il piacere di poter leggere questo sondaggio (e adesso più che mai mi piacerebbe tanto averne una copia) ma se i risultati collocano l’omosessualità insieme allo stesso gruppo di domande inerenti la prostituzione e la falsificazione di firma, allora qui c’è qualcosa che non va.
Per prima cosa mi chiedo. “Sfera dei Valori”, e si parla di argomenti che sono considerati reati e dalla moralità discutibile; ma in questo paese l’omosessualità non è un reato. Allora perché se ne parla accanto alla prostituzione e alla falsificazione di firma? Seconda riflessione. Cosa si voleva comunicare ai ragazzi con una domanda di questo tipo? Che l’omosessualità non è un Valore mentre l’eterosessualità sì? Infine: la scuola chiede ai propri allievi di rispondere a quesiti di questo tipo… ma prima del sondaggio ai ragazzi è stata data qualche informazione su argomenti come “orientamento sessuale”, “identità di genere”, “lotta per i diritti civili”, “pari opportunità”, ecc? Perché è facile parlare di prostituzione, i ragazzi delle superiori queste cose, le sanno, come sanno che nel nostro stato non è legalizzata, ma non pensiamo invece sia così facile parlare di orientamento sessuale, specie in una società come la nostra che fa di tutto ciò di cui ha paura un austero tabù.
Non è mia intenzione accusare qualcuno, né il giornale, che penso abbia riportato la notizia correttamente, né
Michele Pazzini
Segretario Generale LGBT San Marino
San Marino, giovedì 28 maggio 2009
Questa lettera è stata pubblicata sul quotidiano sammarinese "L'Informazione" in data 30 maggio 2009; ad oggi, 5 giugno, non ci è ancora pervenuta nessuna risposta in merito ai quesiti che sono stati posti. Aspettiamo...
E’ incredibile pensare che ancora oggi in tante culture, le persone gay e transgender siano frequentemente soggette a pregiudizi, discriminazione, e atti criminali derivati dall’odio.
Ma diversamente da tanti discorsi, i problemi inerenti all’orientamento sessuale e all’identitá di genere non sono ancora affrontati con la stessa prioritá con cui tanti altri problemi sociali vengono presi in considerazione. L’apatia dei governi nei confronti di queste tematiche, spesso motivate dal credo religioso o semplicemente dalla paura di aprire il “vaso di Pandora”, possibilmente scombussolando lo stato delle cose, non é piú accettabile.
Oggi la BBC riporta che Papa Benedetto XVI ha avuto l’audacia di dire che l’umanitá deve essere salvata dal comportamento omosessuale e transessuale esattamente come é importante salvare la terra dalla deforestazione.
In una dichiarazione rilasciata ai media, il rapprensentate scelto dall’uomo per professare la parola di un Dio “che ama tutti”, afferma che difendere il creato non é una faccenda limitata al semplice ambiente, ma significa anche proteggere l’uomo dall’autodistruzione. Poi, ha proseguito affermando con decisione che la teoria sul genere confonde la distinzione tra uomo e donna e quindi potrebbe essere causa dell’“autodistruzione” della razza umana.
Non é pensabile che i governi lascino che tale abuso dei diritti delle persone sia tollerato e non affrontato nella maniera dovuta. Le persecuzioni della Germania nazista nei confronti delle persone omosessuali sono state attuate in quanto gli omosessuali erano ritenuti un pericolo alla normale “mascolinitá” e dunque un rischio di contaminazione per la razza ariana. Le dichiarazioni del Papa sono tanto diverse da queste? Siamo di fronte ad un altro dittatore che si nasconde dietro una maschera religiosa?
Certamente il Papa potrá affermare che la Chiesa Cattolica non sará mai promotrice di azioni che possano danneggiare le persone gay e transgender e nemmeno di nessun’altro atto di crudeltá. Ma c’é da notare che anche lo stesso Hitler non ha mai ucciso nessuna in prima persona...
In molti paesi come Iran, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Sudan e Yemen, gli atti omosessuali sono ancora punibili con la morte.
Tollerare l’omofobia e la transfobia, specialmente da parte dei leader di qualsiasi istituzione, significa promuovere crimini basati sull’odio e gli abusi dei diritti umani. I governi consentiranno veramente che questo “moderno olocausto” nei confronti delle persone gay e transgender possa accadere?
Un governo, che ha l’autoritá di promulgare leggi, di risolvere le controversie, di emanare decisioni amministrative, é indispensabile per la pace della vita della comunitá. E’ tempo che i governi si prendano la responsibilitá di trovare una dovuta e giusta soluzione a questo “svantaggio” delle persone gay e transgender, che dura da tanto tempo ed é degradante.
Federico Podeschi - Presidente LGBT San Marino
Puntuale come un orologio svizzero arriva per il Natale 2008 anche l’augurio del Papa che invece di profondere negli animi un messaggio di pace e di speranza, propende per una versione più omofobica, scagliandosi senza motivo contro le persone transessuali.
Rivolgendosi alla curia romana, Ratzinger ha affermato che "Non è l'uomo che decide, è Dio che decide chi è uomo e chi è donna" e ha dichiarato che " L’uomo vuole farsi da solo e disporre sempre ed esclusivamente da solo ciò che lo riguarda. Ma in questo modo vive contro la verità, vive contro lo Spirito creatore”.
L’Associazione LGBT –San Marino, nata con l’obiettivo di difendere i diritti delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender, condanna duramente queste parole pronunciate proprio nel 60esimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani e a solo un mese dalla “Giornata della Memoria”, che ricorda le vittime dei campi di concentramento nazisti, tra cui quasi 10.000 omosessuali.
A Benedetto XVI vorremmo ricordare che la scienza ha ormai definitivamente chiarito che l’orientamento amoroso di una persona non dipende dalla sua impostazione biologica nella quale vi è pure una compresenza dei marcatori uomo-donna.
Le opinioni da lui espresse, oltre che essere anacronistiche, non fanno altro che alimentare l’odio, il pregiudizio e il razzismo nei confronti di persone che NON hanno scelto la loro condizione, ma vi si ritrovano per natura.
Anche a causa di dichiarazioni come quelle sopraccitate, i transgender sono spesso costretti a dover fare i conti con una dura realtà, ad essere rifiutati dalla propria famiglia, isolati dagli amici, licenziati dal posto di lavoro, oppressi dal bullismo nelle scuole e a volte purtroppo si trovano a dover pagare con la vita la loro affermazione di autenticità e il loro diritto ad essere se stesse e se stessi.
Dal 1990 ad oggi le persone transessuali e transgender nel mondo assassinate per odio o pregiudizio transfobico hanno costantemente superato la media di una al mese. Tra i dati censiti l’Italia nell’ultimo quadriennio resiste al secondo posto per numero di vittime assoluto dopo gli Stati Uniti.
Ci piacerebbe che Ratzinger, che si adopera tanto per la cosiddetta “difesa della vita”, spendesse una parola per le vittime di questo silenzioso massacro, invece che fomentare l’odio e il fanatismo e lo invitiamo indirizzare le sue crociate verso nemici che siano realmente tali, come i mafiosi, i pedofili e i politici corrotti.
Marianna Bucci - LGBT San Marino
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